Il Weekend tipo di un Videogiocatore Fidanzato


Lifestyle / lunedì, Dicembre 31st, 2018

Ciao. Vi sono mancato? Spero di si. Mi siete mancati anche voi. Oggi non vi parlo di un luogo da visitare, di una mostra, museo o monumento. Niente top 5 posti dove mangiare o dormire.

Oggi ci vuole un racconto semi-autobiografico (non so nemmeno se esista come termine, ma potrà essere argomento di discussione) ma molto autoironico sul weekend tipo che una persona amante dei videogiochi ma con una vita privata molto impegnativa, vive ogni settimana. Bello eh?

Allora: Il Weekend del Videogiocatore fidanzato inizia il Venerdì alle 18:00, quando esce da lavoro ancora più veloce del solito e si butta nel mezzo di trasporto che più gradisce per arrivare alla base. Ora, parlando del traffico di Roma, tutti capiscono che anche se abiti a 100 metri dal lavoro, se ti muovi con un qualsiasi mezzo di locomozione che non siano i piedi, impiegherai circa tra i 20 e i 30 minuti per arrivare lì, dove la tua console o il tuo pc ti aspettano per portarti in posti lontano da tutto.

Riesci, finalmente, a tornare a casa, ti metti quelli che agli occhi di tutti sembrano una maglietta sporca di sugo e un paio di pantaloncini della nazionale del 2006 ma che per te sono la tua divisa da battaglia, ti siedi davanti al tuo schermo, e accendi la console. Povero illuso. Nello stesso momento in cui la parte inferiore delle tue natiche toccano la similpelle della tua sedia, entra lei, bellissima e con lo sguardo che solo Jack Nicholson in “Shining” ha, e ti sussurra quelle 5 parole che assomigliano a chiodi nella tua mente: “Devi portare fuori il cane”. Fuori piove, fa freddo, guardi il cane e nemmeno lui è tanto convinto di voler uscire, ma lo fai, per Amore (sì, con la A maiuscola).
Ti metti la felpa scolastica della terza media, metti il guinzaglio al cane che ancora non è convintissimo di voler uscire ma ormai è davanti la porta e come te non ha la benché minima idea di come ci sia arrivato e uscite. Torni bagnato ma felice perché sai che adesso non c’è nulla che ti possa fermare dal passare la notte sui campi di calcio più belli del mondo o sui campi di battaglia della Francia della Seconda Guerra Mondiale. Non impari mai vero? Bisogna cucinare e poi uscire che alle 22:00 abbiamo appuntamento. Non c’è problema, esci, divertiti, sogna, ci sarà sicuramente una persona che, come te, è stata strappata al grembo videoludico ed è stata catapultata nel mondo vero. Torni a casa verso le 3 del mattino, stanco ma contento, perché ti sei divertito e sei stato bene. Ora devi giocare, non esiste la stanchezza, è solo uno stato mentale. Tieni duro un’ora, massimo due, dopodichè stanco e con la bava alla bocca ti abbandoni sul letto e dormi.

Sabato mattina, giochi d’anticipo su tutto, perché sai che il Sabato è pieno di insidie. Ti svegli alle 8, esci dal letto con la stessa agilità di un ninja narcolettico, porti fuori il cane prima che si renda conto che è sveglio ed è fuori casa, torni e ti siedi sulla stessa poltrona in similpelle nera che avevi abbandonato la sera prima.

Giochi. Finalmente, per davvero, giochi. Fino alle 10, quando si sveglia lei, che ti sussurra sempre all’orecchio altre 4 parole che non vorresti sentire nemmeno sotto tortura: “Dobbiamo fare la spesa”. Il tuo corpo è spezzato ma il tuo spirito no. Lo avevi previsto, sapevi che sarebbe successo, esci fai la spesa e ti consoli giocando a qualche gioco sul telefono (Football Manager grazie d’esistere). Torni a casa, lasci la spesa e hai luce verde per giocare. Di nuovo poltrona in similpelle nera e divisa da battaglia. Pranzo veloce, e torni lì, fino al secondo agguato della giornata. Questa volta non servono tante parole, ne basta una sola: “IKEA”. Ogni volta che capita di andare da Ikea mi sento come Ethan Hunt della saga “Mission Impossible”. Nella mia testa parte la seguente frase:”La sua missione, se deciderà di accettarla, è di riuscire a superare il complesso di Ikea cercando di prendere quante più matite possibili. Qualora venisse scoperto dalla sua fidanzata, l’IMF negherà la sua esistenza e la conoscenza della sua presenza in terra Svedese. Buona fortuna. Questo messaggio si autodistruggerà tra 5 secondi”. Non fate finta di niente, le avete anche voi le matite dell’Ikea a casa. Sopravvivi al “giro” da Ikea, matite prese 1, cose acquistate 0, ovviamente. Torni a casa, porti fuori il cane prima che possa dirti:”sono già uscito” e dopo aver cenato alle 18 ti godi quelle 2/3 ore di gioco fino all’inevitabile uscita del Sabato sera. Altro giro, altra corsa. Torni di nuovo alle 3 del mattino ma questa volta non ci provi nemmeno a sederti sulla poltrona in similpelle nera. Cadi, stanco e senza forze, sul letto.

La Domenica, tranne in rari casi, inizia direttamente alle 12:00. Devi giustamente recuperare le ore di sonno non fatte nella notte tra Venerdì e Sabato. Ti alzi, guardi il cane che ha già il guinzaglio pronto, stavolta è lui a portare te. Torni e vai a mangiare fuori. La Domenica è così; una serie di eventi poco chiari che ti portano direttamente alle 19. La vivi con la stessa passività con cui ascolti la radio in macchina per andare a lavoro. Arriva, magicamente, la sera. Il cane è così gentile da concederti la rivincita e stavolta, carico anche dai circa 30 caffè che hai preso per rimanere vivo, riesci a portarlo a spasso. La cena la salti, perchè ovviamente a pranzo ti sei scofanato anche i tavoli e le sedie dell’all-you-can-eat. La poltrona nera in similpelle ti guarda con gli occhi a cuoricino, è fatta. Ora puoi, anzi ora DEVI giocare. Guardi la tua fidanzata, le dai un bacio, due coccole e l’avverti che stai per sederti ed essere non raggiungibile per tutto il resto della serata. Te lo sei meritato soldato, hai finalmente la serata libera per giocare.

Finisce così questa storia di oggi. Se l’articolo vi è piaciuto condividetelo e commentate qui sotto. Ci sentiamo presto.

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